Termoutilizzatore di Bergamo
Il Termoutilizzatore di Bergamo recupera energia elettrica e termica dal CDR, Combustibile Derivato dai Rifiuti, prodotto dalla parte dei rifiuti urbani che residuano a valle della raccolta differenziata.
L’impianto è situato all’interno di un’area impiantistica il cui utilizzo a scopi di igiene urbana è iniziato a partire dagli anni ‘60, con la realizzazione di un primo inceneritore per rifiuti e un impianto per la depurazione delle acque reflue.
In termini di efficienza energetica, il recupero energetico dei rifiuti costituisce un importante fattore di protezione ambientale, sia perché consente il risparmio di risorse energetiche non rinnovabili, sia perché permette di evitare emissioni dagli impianti alimentati a combustibili fossili.
La combustione di CDR permette inoltre di disporre di un combustibile contraddistinto da un elevato contenuto energetico residuo e da caratteristiche chimico-fisiche costanti; ciò consente di fornire ricadute ambientali particolarmente vantaggiose.
L'attenzione per l'ambiente è confermata dall’impiego di tecnologie interamente a secco, che non consumano acqua né producono reflui da sottoporre a trattamento, e dalle sinergie d’impianto applicate all’interno dell’area impiantistica tra termovalorizzatore e l’attiguo depuratore delle acque del Comune di Bergamo: il termovalorizzatore utilizza infatti l’acqua proveniente dalla sedimentazione dei reflui urbani per il raffreddamento del condensatore, restituendola riscaldata per il trattamento terziario finalizzato all’abbattimento dei composti azotati nei reflui.
Il Termoutilizzatore è stato concepito all'interno di una strategia di gestione integrata dei rifiuti e del territorio e rappresenta una preziosa fonte di energia per la città di Bergamo: grazie al funzionamento dell’impianto è possibile infatti produrre non solo energia elettrica ma anche recuperare energia termica, convogliando il calore prodotto nella rete del teleriscaldamento, fino alle abitazioni dei singoli utenti.
Annualmente il Termovalorizzatore di Bergamo consente di recuperare circa 60 mila tonnellate di CDR, ricavando 76 milioni di chilowattora di elettricità e 5,7 milioni di chilowattora di calore. Più concretamente, l’attività dell’impianto produce elettricità pari al fabbisogno di 30.000 famiglie e calore pari al fabbisogno di circa 600 appartamenti di medie dimensioni. Nel contempo ha così consentito di risparmiare circa 16.500 TEP (tonnellate equivalenti di petrolio) e ha evitato l'emissione in atmosfera di circa 50.000 tonnellate di anidride carbonica (CO2), equivalenti al risultato ottenibile con il rimboschimento di circa 8.000 ettari di superficie, corrispondenti ad un’estensione pari a 2 volte quella del Comune di Bergamo.
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