Brescia, 30 aprile 2026 – Un momento di confronto concreto sui risultati raggiunti e sulle prospettive future nella gestione dei rifiuti: è questo il senso della visita promossa da Aprica, società del Gruppo A2A, che oggi ha accolto al Termovalorizzatore di Brescia i rappresentanti dei Comuni del Sebino serviti dall’azienda – Iseo, Sulzano, Pisogne, Zone, Sale Marasino e Marone.
Nel corso della giornata, amministratori e tecnici hanno approfondito il modello integrato di economia circolare sviluppato dal Gruppo. Un modello circolare che trasforma i rifiuti in energia e materia, integrando il ciclo idrico attraverso il recupero dei fanghi e la produzione di biometano; un sistema sinergico capace di alimentare il teleriscaldamento anche recuperando il calore generato dai data center. La delegazione è stata accolta da Fulvio Roncari, responsabile della business unit Circular Economy di A2A, da Alessandro Carilli, responsabile dei Termovalorizzatori di Brescia, Milano e Bergamo, e da Filippo Agazzi, amministratore delegato di Aprica.
La visita ha rappresentato anche l’occasione per fare il punto sui servizi di igiene urbana nei sei Comuni del Sebino, dove Aprica serve complessivamente oltre 25mila abitanti. I dati mostrano risultati positivi, con livelli di raccolta differenziata mediamente prossimi al 77%, ma anche margini di miglioramento, in particolare sulla qualità delle frazioni raccolte, elemento decisivo per raggiungere gli obiettivi europei di riciclo.
Particolare attenzione è stata dedicata alla riduzione del rifiuto indifferenziato, ancora superiore ai livelli dei cosiddetti “Comuni rifiuti free” (75 kg l’anno per abitante), e alla necessità di incrementare la qualità della raccolta, soprattutto per quanto riguarda la frazione organica e la plastica, dove la presenza di frazioni estranee può compromettere l’effettivo recupero di materia.
Durante la giornata è stato inoltre dedicato un focus sui vantaggi dell’affidamento del servizio tramite gara rispetto alle gestioni in house. Le analisi dei Piani Economico-Finanziari su un campione di Comuni, mostrano che il ricorso al mercato garantisce risparmi medi superiori al 14% sui costi del servizio (e quindi per la Tari dei cittadini), con punte oltre il 20%, e standard qualitativi più elevati secondo la regolazione ARERA, che prevede maggiori garanzie in termini di sostenibilità, trasparenza e penalità per il gestore.
L’iniziativa ha confermato il valore di un dialogo costante tra gestore e amministrazioni locali per migliorare le performance ambientali del territorio e contribuire agli obiettivi di sostenibilità e economia circolare del Sebino.
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